51° Ciclo di rappresentazioni classiche 2015 – Siracusa

Pubblicato il September 23, 2014

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Si è appena concluso il 50° ciclo di rappresentazioni classiche nell’anno del centenario della fondazione INDA, segnando un successo senza precedenti. Per il 2015, la “trilogia del mare” sarà il filo conduttore 51° ciclo di rappresentazioni classiche a Siracusa dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico. La decisione è stata ufficializzata nella riunione di insediamento del nuovo consiglio di amministrazione della fondazione formato da Giancarlo Garozzo (presidente), Walter Pagliaro (consigliere delegato) con Arnaldo Colasanti, Paolo Giansiracusa, Antonio Presti (consiglieri).
 
Le opere in programma dal 15 maggio al 28 giugno 2015 sono:
 

Le Supplici di Eschilo
Ifigenia in Aulide di Euripide
Medea di Seneca

 
Cenni sulla trama: Le supplici di Eschilo
Danao ed Egitto erano due fratelli gemelli entrambi sovrani del regno d’Egitto. Il primo aveva cinquanta figlie mentre il secondo altrettanti maschi. Egitto aveva tentato di imporre il matrimonio tra i propri figli e le figlie di Danao (chiamate collettivamente Danaidi), ma un oracolo aveva predetto a Danao che un suo nipote l’avrebbe ucciso. Per scongiurare ogni visione il re vietò alle figlie di sposarsi. Queste fuggirono ad Argo, in Grecia, subito dopo le richieste di matrimonio dei cugini. La tragedia inizia a concretizzarsi quando le Danaidi, appena giunte in Grecia, vengono spinte da Danao a raggiungere il recinto sacro, dove i supplici hanno antica consuetudine di garantire diritto di asilo inviolabile. Esse raccontano la loro storia a Pelasgo, re di Argo, ma quest’ultimo non volle dare loro nessun tipo di aiuto, per il timore di una guerra contro l’Egitto. Le Danaidi supplicarono Pelasgo dicendogli che si sarebbero impiccate nel recinto sacro, qualora fosse stata negata loro ospitalità. Pelasgo accogliere la supplica delle ragazze, ma la guerra tra Argo e l’Egitto è ormai inevitabile.
 
Ifigenia in Aulide di Euripide
La scena è ambientata nell’accampamento greco, in Aulide, sulla costa della Beozia, dove le barche dirette verso Troia sono bloccate a causa di una bonaccia. La storia narra di Calcante un indovino del tempo che affermò che solo sacrificando alla dea Artemide una figlia di Agamennone, Ifigenia, i venti torneranno a spirare permettendo alle navi di uscire dalla fascia di bonaccia. Ifigenia però non era con loro, fu convinta a raggiungere il padre Agamennone con l’inganno di un imminente un matrimonio con Achille. Agamennone si pentì subito e cerco di avvertire la figlia con diversi messaggi. Il secondo messaggio viene intercettato da Menelao, che lo toglie di mano al vecchio che lo portava con sé e rimprovera aspramente Agamennone per il suo tentativo di tradimento. La figlia Aulide Ifigenia e la madre Clitennestra giungono per le nozze, ma viene a galla la verità, sicché le due donne si ribellano furiosamente. Anche Achille minaccia vendetta. Ifigenia, nel vedere l’importanza che la spedizione ricopre per tutti i greci, cambia atteggiamento e offre la propria vita, calmando la madre e respingendo l’aiuto di Achille.
 
Medea di Seneca
Giasone è figlio di Esone re di Iolco in Tessaglia. Pelia, che ha spodestato quest’ultimo, timoroso di perdere il trono per opera di suo nipote Giasone, gli affida un’impresa rischiosa con la speranza che egli possa rimanere ucciso. Giasone quindi organizza una spedizione al fine di recuperare il vello dʼoro, su di una nave chiamata Argo, insieme agli Argonauti. Il vello dʼoro è una pelle di montone che si trova nella Colchide, ai piedi del Caucaso. Il vello era custodito dal re della Colchide, Eete e fatto proteggere da un drago. Una volta arrivato nella Colchide, a Giasone viene detto dal re che per ottenere il vello deve riuscire a superare una serie di prove impossibili. Ma Giasone viene aiutato da Medea, una maga, figlia del re Eete e che, con le sue arti magiche riesce a impossessarsi del vello dʼoro. Giasone decide quindi di scappare con Medea, innamorata di lui. Il re Eete insegue con delle navi Giasone e sua figlia Medea, la quale allora uccide, facendo uso della sua magia, suo fratello Absirto, facendolo a pezzi e gettandoli a mare, così facendo il padre è costretto a rallentare per raccogliere i resti del figlio. Medea e Giasone si recano poi a Corinto e avranno due figli maschi, Fere e Mermero. Giasone si innamora della figlia del re di Corinto Creonte, di nome Creusa. Medea, furiosa e impazzita, capisce che non cʼè possibilita per lei di riconquistare Giasone, mette in atto la sua vendetta, rivelando il suo lato mostruoso. Innanzitutto decide di uccidere Creusa: fingendosi benevola le fa arrivare una collana e una veste in dono che, appena indossati,bruciano . Creonte, che vede la figlia in fiamme, nel tentativo di abbracciarla per spegnere le fiamme, perde la vita bruciando anche lui. Ma Medea decide di vendicarsi ancora e, infine, uccide i suoi due figli, generati con Giasone.
 
Per maggiori informazioni sulle rappresentazioni classiche 2015 Siracusa, potrete collegarvi al sito ufficiale dell’INDA (www.indafondazione.org) dove potrete visionare il programma dettagliato, la disposizione dei posti a sedere nella cavea e prenotare i biglietti online.

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