Caso Windjet: conseguente calo del turismo in Sicilia

Pubblicato il 4 Settembre, 2012

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Le disponibilità in calo e la paura per la mancata stabilità di alcune città, hanno contribuito a limitare notevolmente il giro di liquidità in entrata. Questo soprattutto per agenzie di viaggio e di tutte le attività che devono i loro profitti alla bella stagione.

Secondo alcune stime rese pubbliche, per l’estate 2012 è stato segnalato un calo delle prenotazioni del 30% circa. Purtroppo il turismo in Sicilia è in discesa già da due anni, ma non ci si aspettava comunque una caduta così importante e consecutiva anche in quest’anno.
 
Ad esasperare tutto è stata proprio la crisi economica che sta schiacciando i potenziali viaggiatori. Si teme il crollo dell’euro e pesa l’aumento del costo della benzina; le compagnie aeree falliscono e tutto trascina a fondo i fatturati.

La questione del fallimento della compagnia WindJet e del conseguente cancellamento di tutti i voli, ha creato il caos. Le persone hanno sovraffolato i treni e gli altri mezzi di trasporto scoraggiandosi moltissimo. Alcuni sono stati spesso costretti alla resa, rinunciando al viaggio. Tour Operator e vettori sono in completo conflitto, immersi in una giungla di tariffe che rende ancora più complesso comunicare con i clienti. Per questo motivo le agenzie di viaggio sono obbligate a ridurre i costi e a non confermare il personale con contratti a termine, creando disoccupazione.
 
Solo le crociere fronteggiano la crisi limitando i danni. La mancata diminuzione di afflusso è però dovuta a un sostanziale taglio dei prezzi, ridotti di parecchio, anche in seguito alle sfortunate vicende legate alle grandi imbarcazioni; ciò vuol dire che sono calati fatturati e margini anche per le compagnie di navigazione.