Punteruolo rosso devasta le palme in Sicilia: il rimedio c’è

Pubblicato il 4 Gennaio, 2014

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Il punteruolo rosso appartiene alla famiglia dei “Coleottero Curculionide”. Possiede un capo allungato a forma di proboscide, alla cui estremità si trova la bocca che perfora i tessuti vegetali. Di colore marrone-rossastro con striature nere, raggiunge lunghezze di 19 e 45 mm e larghezze di 11,50 a 15,50 mm. L’insetto è capace di volare, anche se non bene. Si afferma che il punteruolo rosso delle palme (Rhynchophorus ferrugineus) sia giunto in Italia viaggiando all’interno di una palma di Cocco. La sua diffusione è stata radicale, caratterizzata da attacchi mirati in prevalenza alla palma delle Canarie. L’Italia (e soprattutto la Sicilia) non riesce a contrastare il piccolo insetto anche se i mezzi per farlo esistono. Il suo attacco danneggia la palma nei germogli apicali, non rendendola più capace di crescere e produrre nuove foglie. Il coleottero logora anche i tessuti alla base delle foglie facendole seccare progressivamente. Siamo tutti arruolati a lotta obbligatoria: sono già migliaia le palme abbattute sui nostri territori, con conseguente alterazione irreparabile dei paesaggi. Le palme che muoiono sono spesso secolari: se non si fa nulla ne moriranno altre, non morirà l’insetto.

Il rimedio esiste.

Documentarsi sul web è facile: troverete molte soluzioni al problema. In molti promuovono la somministrazione di un trattamento, sia a carattere preventivo per le palme sane, che a carattere terapeutico per infestazione appena iniziata! Se è stato annientato il germoglio centrale della palma, c’è ben poco da fare. Si procede con una endoterapia (cioe iniezioni di prodotti al tronco della pianta), combinata ad irrorazione di antiparassitari sulla chioma, entrambe effettuate ogni 3 o 4 mesi, e per un periodo di 3 / 4 anni. Il tempo e la pazienza sono fondamentali. Dopo mesi si smette di trovare ai piedi della palma i “bozzoli” delle larve, dopo un anno si vedono germogliare nuove foglie dal centro della chioma. Si stima che in due anni la palma torna ad avere una chioma decente e dopo 3 o 4 anni torna a splendere. Le terapie sono molte e impossibili da descrivere nel dettaglio. Ad ogni modo, per chiunque si stia domandando come fare a salvare le proprie palme, riportiamo alcune delle sostanze autorizzate per l’applicazione: Abamectina, Azadiractina, Ciflutrin, Clorpirifos, Clorpirifos-metile, Clothianidin, Imidacloprid.

Abamectina e Azadiractina

Si consiglia di somministrare alle palme Abamectina e Azadiractina per endoterapia ogni 6 mesi circa, o di spargere le sostanze nel terreno in modo che vengano assorbite per via radicale. Quel che ci chiediamo è – se il rimedio esiste – perchè non viene attuato su scala estesa sia negli spazi pubblici che in quelli privati? Questo vale soprattutto per la mia provincia, Siracusa, dove le palme morenti sono più di quelle sane. Per errata informazione la gente diffida e non è a conoscenza dei risultati positivi, forse perchè le fonti scientifiche ufficiali non possono ancora certificare l’efficacia definitiva dei trattamenti. A nostro avviso, a scoraggiare ogni iniziativa, è la durata delle terapie che raggiunge anche i 4 anni. C’è da aggiungere che i costi di attuazione non sono affatto bassi e spesso gli enti non hanno i fondi per autorizzarne l’attuazione. Guardate che la morte di una palma costa comunque, forse di più! La sua eliminazione e sostituzione costano approssimativamente quanto 10/12 anni di terapie: non sarebbe meglio quindi curarle invece che lasciarle morire lentamente?